SPIDER-MAN: NO WAY HOME HA SODDISFATTO LE ASPETTATIVE?

Dopo anni d'attesa e analisi maniacale dei trailer da parte del pubblico di internet, finalmente è uscito nelle sale italiane Spider-Man. Da molti è stato etichettato subito come il miglior film del MCU, ma sarà davvero così? Scopritelo insieme a noi!



DIVENTARE GRANDI

Partiamo dall'elemento che abbiamo maggiormente apprezzato: la volontà del film di raccontare il passaggio del proprio protagonista, Peter Parker, dall'età fanciullesca a quella adulta e lo fa in maniera chiara e netta a metà della narrazione dove, a causa delle sue scelte, dovrà assumersi le proprie responsabilità, aspetto centrale del personaggio fumettistico.

Ci siamo emozionati quando il povero Peter deve far fronte all'elaborazione della perdita con una resa visiva intima e toccante.

Tuttavia, se da un lato abbiamo queste scene che toccano davvero il cuore dello spettatore, dall'altro abbiamo un ritmo della narrazione altalenante scandito da fin troppe battute che mal si sposano con i toni della situazione che si sta raccontando. Nei precedenti film legati allo Spider-Man di Tom Holland vi era sì una componente umoristica che aveva, appunto, la funzione di alleggerire il tono generale del film e non risultavano mai fuori luogo e banali. In questa terza pellicola, però, l'obiettivo non viene centrato, ma anzi risultano a volte fastidiose.

Mentre lo guardavamo ci siamo posti il perché e la risposta è stata che questo film voleva raccontare troppe cose senza prendersi i dovuti tempi. Usciti dalla sala ci siamo subito detti che se avessero diviso la pellicola in due parti sarebbe venuto fuori un film molto più chiaro nei suoi intenti e senza la fretta di chiudere tutto il prima possibile.



I SINISTRI SE...CINQUE

Altro aspetto che ha mandato il mondo in disibilio all'uscita del primo trailer è stata la presenza della maggior parte degli antagonisti provenienti dagli universi di Maguire e Garfield. Personalmente, come tutti, mi sono emozionato come un bambino quando ho visto il grande ritorno di Alfred Molina e William Defoe nei rispettivi panni di Dock.Ock e Green Goblin (gli altri non mi hanno suscitato lo stesso appeal) però, quando ho scoperto che non ci sarebbero stati i desiderati Sinistri Sei per volontà della Sony di usarli alla chiusura della prossima trilogia (sì perché hanno in mente altri tre film), mi ha un po' rattristato. Ma non è questo il punto su cui vogliamo focalizzarci, perché la vera domanda è: come sono stati resi?

Non metteremo in dubbio le interpretazioni dei singoli attori, perché sono stati fenomenali, tuttavia come già detto in precedenza non sono riusciti ad esprimere il loro massimo potenziale. Nei precedenti Spider-Man di Tom Holland riesci perfettamente a conoscere le intenzioni e la mentalità del villain riuscendo, in un certo senso, ad empatizzare con lui. In questo caso la moltitudine dei personaggi in gioco non riesce a dare il giusto spazio a tutti, creando fondamentalmente un film destinato esclusivamente ai fan sfegatati e sacrificando alcuni personaggi invece di altri (Lizard e Sandman hanno una caratterizzazione pressoché nulla e a tratti risultano superflui ai fini della narrazione). Lo stesso Goblin, vero grande antagonista, non riesce completamente ad essere l'abile stratega quale è ma si limita ad essere una scheggia impazzita. Quanto sarebbe stato bello se la sua mente geniale avesse convinto gli altri a fare fronte comune contro Spider-Man?



IN CONCLUSIONE

Al netto di quello che abbiamo scritto non possiamo dire che il film non sia godibile (anche noi siamo fan e ci siamo emozionati di fronte a certe scene/personaggi), tuttavia ci rendiamo conto che è un film che si regge esclusivamente sul fan service, trascurando la narrazione in favore dell'epicità. In poche parole, è la locura citata in Boris.

Ma voi cosa ne pensate? Diteci la vostra!


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