INTERVISTA: LA RIVALUTAZIONE SECONDO CAVERNADIPLATONE

Aggiornamento: 13 mar

Cavernadiplatone, alias Domenico Guastafierro, è uno Youtuber partenopeo che, da molti anni, si occupa di recensire fumetti di vario genere, con un focus sui temi di cui essi trattano. Gli ho fatto alcune domande.


Oltre che Youtuber di grande popolarità, so che ti occupi di adattamento di opere fumettistiche. Qual è stato il tuo percorso formativo? E a quali idoli ti ispiri per il tuo lavoro?


Ti ringrazio per sottolineare questo traguarda di popolarità anche se a dirla tutta, lavorando spesso a casa e partecipando solo agli eventi di settore (finché si poteva) tutta questa pressione mediatica per fortuna non l’ho mai provata. Lavorare nel campo dei fumetti è sempre stato un mio chiodo fisso, e poterlo fare dopo molti anni di passione è una bella soddisfazione. In realtà questo settore non è molto specializzato, nel senso che una persona che ha delle buone capacità può lavorare a un fumetto semplicemente grazie alla sua maestria. D’altronde ci sono scuole per imparare a disegnare, anche a scrivere i fumetti, ma per impaginarli, letterarli ed editarli no. Le mie competenze professionali risiedono nella conoscenza del pacchetto Adobe, e degli strumenti essenziali per poter lavorare a una cartella di file da rendere pubblicabile. Parliamo di Illustrator e Photoshop nello specifico.

Sul versante della traduzione certamente c’è bisogno di una conoscenza in più, ma io ho studiato Lettere Moderne, e come valore ufficialmente riconosciuto ho un B-2 (anche se parlo fluentemente l’inglese grazie ad alcuni amici, e scrivo in inglese sulle image board di siti a tema anime e manga). Come sopra, se hai le capacità di tradurre un testo, è già sufficiente, c’è poi un passaggio successivo che è quello dell’adattamento, di cui mi occupo ugualmente, in cui servono più conoscenze e qui sì che i miei studi di tipo letterario diventano validi. Per esempio qualche volta mi è capitato di dover adattare citazioni a romanzi famosi, e una certa dose di cultura credo sia necessaria per far tornare alla mente del lettore quel preciso riferimento.

Bisogna conoscere il parlato di entrambe le lingue per tradurre e adattare al meglio. Credo che Lorenzo Bolzoni sia un grafico eccezionale, i suoi lavori di lettering dall’inglese all’italiano riescono davvero a ricreare le sensazioni che l’autore originale ha infuso nelle pagine. Vorrei riuscirci anche io diventando più capace.



Che cosa rappresenta, per te, il fumetto?


Credo che per me rappresenti la libertà più assoluta. Non richiede tanti strumenti per essere realizzato (i miei primi fumetti li facevo con fogli pinzati tra loro e una matita), e ti permette di realizzare ciò che solo la fantasia può raggiungere. La vita di tutti i giorni è tremendamente noiosa, per questo anche solo aprire un fumetto dalla mia libreria diventa un’esperienza quasi magica. Li sfoglio e sono in un altro mondo.


Secondo le tue esperienze, il fumetto può rappresentare una valida alternativa al romanzo classico? Se sì, sotto quali aspetti?


Ricordo un film di Elio Petri (La decima vittima) in cui per gli italiani del futuro” i classici” da leggere erano i fumetti pulp di Diabolik. Forse un giorno arriveremo a quel punto, d’altronde credo che un fumetto o anche solo un racconto illustrato sia ben più completo della scrittura – anche se immagino che per i veri letterati, i disegni siano solo orpelli superflui – ma la strada è ancora lunga, e disegnare richiede capacità di sintesi in più, quindi potrebbe anche darsi che non riusciremo a farlo diventare realtà. È comunque vero che alcune storie a fumetti hanno saputo concretizzare nuovi tipi di emozioni con una sensibilità diversa. Se la letteratura di altri paesi può apparire ostica, grazie alla “simpatia” del disegno si possono veicolare storie e messaggi di paesi lontani in maniera più diffusa.



Il tuo motto nei video che pubblichi è quello di essere sempre in “piena rivalutazione”. Ti andrebbe di spiegarmi il significato?


È una running gag che Dario Moccia mi ha appioppato perché cambiavo sempre idea su qualsiasi cosa che leggevo. Infatti credo che una sola impressione non basti mai, e rileggendo più volte un fumetto la percezione dello stesso cambi di pari passo alla nostra crescita interiore. Bisogna rivalutare sempre le cose, e quindi sfruttai questo innocente sfottò riutilizzandolo a mio motto.


Negli ultimi anni ti sei dedicato anche a seminari sui fumetti (in particolare sulla mitologia di Dragonball) ai ragazzi del Liceo Scientifico Brunelleschi di Afragola. Com’è nata questa iniziativa e che feedback hai ricevuto dai ragazzi e, soprattutto, dal sistema scolastico?


Sì, più volte sono stato ospite del Liceo Scientifico Brunelleschi di Afragola, perché gli studenti dell’istituto sono ragazzi che mi seguono assiduamente e chiedono spesso ai docenti di farmi presenziare con i miei interventi. Ma ho girato più o meno tutto l’hinterland napoletano con le mie conferenze e lezioni sul fumetto e Dragon Ball. Ogni volta è emozionante come la prima, perché i ragazzi vogliono capirne di più e magari sapere se questa passione può tramutarsi in un lavoro, come è stato per me, quali trucchi del mestiere possono apprendere, ecc. Trovo che sia davvero soddisfacente riuscire a insegnare qualcosa di così pratico ai ragazzi, soprattutto in questo periodo di eccessivi nozionismi. D’altronde si tratta pur un mestiere che riguarda il coniugare creatività e ingegno tecnico, tramutando sogni in realtà.

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