COME UN INSETTO: GENEALOGIA DELLA VENDETTA

Se nel precedente articolo si è analizzata la figura di Paolo Massagli, in questo si tratteranno i temi della sua ultima opera, pubblicata da Hollow Press, Come un insetto.



La trama e i suoi simboli

La storia, ambientata nel 1978, narra le vicende di Paolo, un ragazzino molto creativo amante degli insetti e dei cartoni giapponesi, in particolare di Goldrake (passione condivisa dallo stesso autore). Tuttavia, a causa dei bulli che lo tormentano, subirà un brutto incidente, con la quale i suoi carnefici dovranno fare i conti a distanza di molti anni.

La trama, nonostante la sua apparente semplicità e linearità, nasconde molte più chiavi di lettura che possono essere scoperte con una lettura più attenta.

La prima tra tutte è il simbolismo che permea l’opera: il forte contrasto di colori, caratterizzato dal bianco e dal nero, che rimanda al concetto taoista di bene e male.

Il secondo simbolo è senza dubbio il legame tra il protagonista e gli insetti, elemento che caratterizza il titolo dell’opera, che, se da una parte si riconosce poichè denigrato per il suo aspetto, dall’altra li invidia poichè sono “invisibili” agli occhi dei più.

Per Carl Gustav Jung il simbolo è portatore di un contenuto che non riesce ad essere espresso altrimenti ed è vivo finché è pregno di significato.



Vendetta e redenzione

Il tema che, più di tutti, risalta all’interno dell’opera è senza dubbio la vendetta. Nella sua concezione generale, è un desiderio di farsi giustizia generato da un impulso volitivo che segue al rancore o al risentimento.

Tuttavia se nel suo aspetto generale la vendetta diviene uno strumento per il soggetto atto a far provare la stessa sensazione a colui che l’ha fatto soffrire, che sia solo per regolare i conti o per far capire il dolore provato affinché non si ripeta più, all’interno di questo fumetto ricopre un ruolo quasi esoterico.

Paolo Massagli utilizza la vendetta non come mero mezzo punitivo, ma come strumento di redenzione, permettendo ai bulli, ormai divenuti adulti, di comprendere ciò che hanno fanno e avere l’opportunità di interfacciarsi con la loro vittima.

Quasi come un girone dantesco, i quattro bulli dovranno dovranno affrontare i lati più mostruosi della loro anima (rappresentati dai disegni del piccolo Paolo). Il tutto viene visto dal protagonista come un atto d’amore tanto che, nelle ultime battute dell’opera, vi è scritto:


Io volevo solo giocare con voi. Volevo essere come voi. Io…vi voglio bene

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