BATMAN: IL LUNGO HALLOWEEN

Collocato esattamente un anno dopo le vicende di Batman: Anno Uno di Frank Miller, questa storia narra le vicende di un Batman novizio che deve vedersela non solo con la Mafia di Gotham o con i suoi più acerrimi nemici, come Joker o lo Spaventapasseri, ma anche con un killer del tutto inedito che, nell’arco di 400 pagine, metterà a dura prova la capacità investigativa di Bruce Wayne: Holiday, che uccide tutte le figure di spicco della famiglia criminale Falcone esclusivamente durante le festività.

Inoltre, questa storia punta a narrare le origini di uno dei villain più controversi e affascinanti dell’Universo DC: Due Facce.

Quest’albo, creato grazie alla collaborazione di Jeph Loeb e Tim Sale, è divenuto ben presto un caposaldo del genere, tanto da divenire materiale d’ispirazione per la saga cinematografica di Nolan.



GOTHAM: UN LENTO DIVENIRE


Non si può narrare una storia dell’uomo pipistrello senza parlare della città che lo ospita.

Sale riesce, attraverso uno stile quasi cinematografico, a renderla quasi un personaggio che agisce ed interagisce con e attraverso i suoi personaggi.

L’accento noir e l’ispirazione alla Gotham di Tim Burton aiutano a dare spessore alle vicende, facendo risaltare i dettagli e lo stampo maggiormente legato all’indagine, all’introspezione e ai legami tra i protagonisti.

La storia, della durata cronologia di un anno, vuole enfatizzare proprio questo lento, ma inesorabile, divenire.

In filosofia, viene inteso come mutamento, movimento, scorrere senza fine della realtà, perenne nascere e morire delle cose. Eraclito lo definiva come la sostanza stessa dell’Essere, poiché ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione. Anche quello che sembra statico alla percezione sensoriale in verità è dinamico e in continuo cambiamento.

Infatti la sua massima, panta rei, significa che tutto è in perenne movimento, proprio come il fuoco, che ne simboleggia anche la vita e la distruzione.

È proprio su questi ultimi due elementi che si fonda gran parte della narrazione, in particolar modo sulla vita criminale di Gotham.

Se all’inizio dell’albo vediamo un Carmine Falcone all’apice del suo potere malavitoso, con aspetto e situazioni che ricordano molto quelle del film Il Padrino, man mano che si sfogliano le pagine si riesce a percepisce un cambiamento silenzioso e strisciante e di come, presto, vi sarà un passaggio di testimone con i supercriminali.

Due sono i personaggi che rendono palese questo cambiamento: Jim Gordon e lo stesso Falcone.

Il primo, fa notare che, da quando Batman ha fatto la sua comparsa, i criminali come Joker o il Pinguino siano notevolmente aumentati, quasi come se Bruce Wayne fosse la miccia del fuoco eracliteo, mentre il secondo è la rappresentazione stessa della staticità in quanto non accetta questo cambiamento ma, anzi, cerca addirittura di combatterlo, disconoscendolo, portandolo ad una fine ineluttabile.



DUE FACCE


Elemento fondante di questa storia è il numero due, dietro al quale si nascondono simboli e significati. Esso rappresenta la dualità e l’unione di due elementi, ergendosi a simbolo dei rapporti relazionali, associativi e diplomatici.

Il numero Due coglie il senso della dualità e della divisione tuttavia, proprio per questo motivo, tende a stimolare la volontà di congiunzione. Nella numerologia, questo numero crea intorno a sé un notevole desiderio di fondere e aggregare il tutto.

Il personaggio che meglio incarna questa simbologia è Harvey Dent che, da procuratore distrettuale integerrimo e volenteroso di cambiare la città, sradicando la Mafia, diviene il supercriminale Due Facce.

A differenza di altri villain, è colui che rappresenta meglio la natura dualistica di Gotham City: se da un lato abbiamo una città dedita alla giustizia e alla moralità, dall’altro vi è un aspetto freak a tratti mostruoso.

Due, appunto, sono le immagini che meglio rappresentano questo concetto e si trovano nel primo e nell’ultimo capitolo ed entrambe mostrano Batman, Dent e Gordon. La prima, abbiamo il capitano di polizia al centro che dà alle spalle al lettore e, ai suoi lati, abbiamo gli altri due personaggi, quasi come se gli autori volessero enfatizzare quanto, nonostante il fine comune rappresentato dal personaggio di Gordon, Dent rappresentasse il lato armonioso della città, mentre Batman il lato freak e spaventoso.

Nella seconda è Due Facce ad essere al centro, con il lato del volto sfigurato nell’inquadratura dove vi è presente Batman, enfatizzando la mostruosità di Gotham.

Questo rende l’ex procuratore distrettuale un personaggio complesso e sfaccettato, in continuo bilico tra bene e male. Significativo, in tal senso, diviene il breve confronto che ha con Joker, dove quest’ultimo pone una semplice domanda: che tipo di uomo sei?

La volontà di congiunzione propria di questo numero viene chiarito, in maniera lampante, nelle ultime pagine di questa storia, ma starà a voi lettori scoprirlo.

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