25 ANNI DI POKÉMON: COS'HANNO SIGNIFICATO PER ME

Aggiornamento: 11 mar 2021

Era il primo maggio del 2000 quando, come regalo per la mia prima comunione, i miei genitori mi regalarono un game boy color e la cartuccia di Pokémon rosso. All’epoca era da poco iniziata la serie animata e, come tutti i bambini dell’epoca, ne rimasi stregato. Nel momento in cui inserì il gioco nella console, ebbe inizio la mia grande avventura.



LA MAGIA DELLA SCOPERTA

Dopo aver visto il bellissimo video celebrativo venerdì scorso, mi sono posto una sola domanda: che cosa mi ha spinto fino ad ora ad amare i Pokémon e il suo mondo?

La prima cosa che mi è venuta in mente fu la magia nello scoprire sempre cose nuove.

Fin da piccolo ero sempre rimasto affascinato dai giochi che richiedevano ricerca, ingegno ed esplorazione e Pokémon, con il suo mondo fatto di pixel, mi catturò fin da subito e mi portava sempre a chiedermi quali creature avrei incontrato in un determinato percorso o quale oggetto avrei ottenuto se avessi superato il Monte Luna.

Anche adesso, che sono ormai un 30enne, non ho perso questa mia innata curiosità, mettendola sia nel gioco che nel lavoro, e mi piace pensare che in parte sia anche merito delle avventure vissute nel mondo creato da Satoshi Tajiri.



LA SECONDA GENERAZIONE

Nonostante Pokémon Rosso fu il mio primo gioco sui mostriciattoli tascabili, l’avventura nella regione di Johto fu quella che mi coinvolse maggiormente, sia perché ero più grandicello, permettendomi di comprendere in maniera più profonda le meccaniche di gioco e i temi che ruotavano intorno alla campagna principale, sia perché è stato il primo, e attualmente unico, titolo che aveva due regioni esplorabili e, nel finale, si collegava direttamente alle vicende avvenute precedentemente, con la leggendaria sfida a Rosso, il primo ed indimenticabile protagonista.

Ancora adesso ricordo i brividi che ebbi quando lo vidi sulla cima del Monte Argento e la gioia che provai nello sconfiggere la sua squadra di Pokémon a livello 80.

Quella vittoria ebbe per me un significato speciale perché rappresentava la mia evoluzione non solo come giocatore, ma anche come persona. Quel gioco rappresentò per me il giro di boa, perché mi permise di dimostrare a me stesso che potevo sempre migliorare e a puntare nuove vette da raggiungere.



GLI ANNUNCI DEL POKÉMON PRESENT

Di indubbio scalpore mediatico, gli annunci fatti durante la conferenza hanno scosso, nel bene e nel male, l’intera community.

Saltando New Pokémon Snap, i presunti remake di Diamante e Perla hanno fatto storcere non poco il naso, anche al sottoscritto.

Purtroppo, per come è stato presentato, non è un titolo che attira il mio interesse non solo per lo stile adottato, ma anche per la mancanza di inventiva. Altri titoli, come Rubino Omega o Anima d’Argento, nonostante ripercorressero le stesse avventure intraprese nei giochi originali, avevano la caratteristica di aggiungere qualcosa di nuovo, come ad esempio meccaniche come la Megaevoluzione o missioni secondarie come le rovine di Sinjoh. Come ammesso dalla stessa software house, questa sarà una ricostruzione 1 a 1 rendendo lecito pensare alla mancanza di alcuna differenziazione rispetto all’originale.

Di ben altra opinione sono per Pokémon Leggende: Arceus, il progetto ambizioso che pone la libera esplorazione e la trama come punti fermi di questa nuova produzione. Il titolo promette grandi esperienze e, in questo caso, non posso che essere fiducioso.



GOTTA CATCH 'EM ALL

Dopo un’attenta riflessione, ho pensato che per ringraziare questo brand che mi ha accompagnato per tutto questo tempo, un solo articolo a cuore aperto non fosse sufficiente. Perciò, ho deciso che periodicamente pubblicherò un articolo a tema Pokémon, da classifiche ad analisi sui film, da adesso fino a fine anno. Detto questo, non posso fare altro che concludere con un: Buon 25simo Compleanno!

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